Buongiorno, eccoci con un'altra chiacchierata davanti a una tazza di caffè. O forse è meglio una cioccolata calda con questo freddo?
1. Benvenuto sul mio blog, Mario Antobenedetto. Parlaci un po’ di te, mentre sorseggiamo questa tazza di caffè virtuale.
R. Ciao e grazie dell’ospitalità. Sono nato e cresciuto a Roma, classe 1983, felicemente sposato e con una figlia meravigliosa che ha poco più di un anno e mezzo. Lavoro presso una società di telecomunicazioni e scrivo, scrivo, scrivo e…scrivo.
2. Quali sono i tuoi hobby oltre alla scrittura?
R. I film (tolti i musical vedo praticamente di tutto) poi leggo (quasi solo cartaceo, sono un romantico tradizionalista), pratico arrampicata sportiva (molto più di un semplice sport, vera e propria filosofia di vita, provatela!), ascolto musica (tassativamente tricolore, da poco grazie ad un amico ho scoperto l’indie e ne sono rimasto folgorato).
3. Hai un momento particolare della giornata in cui preferisci scrivere o lo fai quando trovi tempo?
R. Durante la pausa pranzo, quando gli impegni lavorativi me lo permettono, appunto pensieri e idee sul memo dello smartphone, poi la sera tardi mi metto alla tastiera e butto giù capitoli, facendo attenzione a non svegliare moglie e figlia (ho il brutto vizio di pigiare forte sui tasti e di notte, nel silenzio totale della casa, vi posso assicurare che sembra un rumore assordante).
4. Qual è la tua principale fonte di ispirazione?
R. Il mio cervello. È dai diciotto anni che cucio storie addosso ad ogni cosa, che sia un fatto di cronaca, una canzone, un film o il resto del mondo che mi circonda.
5. C’è un messaggio particolare che vuoi inviare a attraverso i tuoi scritti o vuoi, semplicemente, regalare un po’ di spensieratezza a chi li legge?
R. Vorrei riuscire sempre a stimolare il lettore, nel bene o nel male, incoraggiandolo a prendere posizione sull’argomento trattato dalla mia storia.
6. Qual è la tua personale opinione riguardo all’editoria italiana?
R. Ne ho ancora scarsa conoscenza diretta, dall’esterno mi sembra complicata, spigolosa e subdola. Complicata perché vedo i grandi sforzi del mio editore, che ringrazio e con il quale mi trovo benissimo, spigolosa